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GAL SUD EST BARESE

Il territorio del GAL Sud-Est Barese che comprende sei comuni (Acquaviva delle Fonti, Casamassima, Conversano, Mola di Bari, Noicattaro e Rutigliano) è caratterizzato da un’elevata qualità paesaggistica e da un patrimonio naturalistico di grande interesse. L’area GAL, presenta infatti una grande varietà di paesaggi e di ecosistemi naturali concentrata in un territorio relativamente piccolo: altopiani, lame, colline e doline carsiche si alternano tra l’entroterra ricco di uliveti, mandorleti e ciliegeti, fino alla costa del mar Adriatico, rivelando antiche tracce di civiltà: grotte, chiesette, torri, masserie fortificate e una miriade di luoghi che donano al paesaggio elevato pregio naturalistico come le lame, veri e propri corridoi verdi, che hanno reso questa zona particolarmente fertile per le coltivazioni. Tra queste si annoverano in primis l’uva da tavola di cui il sud est barese è il primo esportatore a livello nazionale con una produzione di oltre 600.000 tonnellate annue (dati OIV 2014), le deliziose ciliegie, e un presidio slow food: la cipolla rossa di Acquaviva delle Fonti. C’è anche una antica tradizione artigianale legata alla produzione di tegami in terracotta e ai famosi fischietti di Rutigliano, mentre a Casamassima si realizzano i carri allegorici in cartapesta per il caratteristico carnevale.

Il GAL Sud Est Barese è nato il 25 gennaio 2010 e conta 234 soci. Sulla base del Piano di Sviluppo Locale (PSL) che è stato elaborato, l’impegno del GAL si è concentrato sull’attuazione delle Misure di sostegno, attraverso finanziamenti del Fondo Europeo 2007-2013 (FEARS). Coerentemente al programma LEADER l’obiettivo principale si è focalizzato sul rafforzamento del sistema economico locale, favorendo la competitività territoriale e una migliore qualità della vita.

Sono stati erogati finanziamenti per i seguenti interventi:

  • Valorizzazione delle risorse produttive locali e realizzazione dei relativi circuiti
  • Recupero dell’identità delle aree rurali
  • Realizzazione di circuiti di valorizzazione del patrimonio culturale e delle risorse naturali; 
  • Creazione di nuove attività produttive in settori non agricoli, implementazione di servizi e valorizzazione delle produzioni esistenti
  • Miglioramento della qualità della vita nelle aree rurali, attraverso la fornitura di servizi alla popolazione locale con particolare riguardo alle fasce deboli.  

Tra le numerose attività realizzate dal GAL si possono ricordare oltre ai convegni, ai workshop, agli eventi per sensibilizzare il territorio rispetto alle opportunità offerte dal PSR e dalla multifunzionalità in agricoltura, quattro study visit alle quali hanno partecipato quasi un totale di 200 operatori che hanno visitato alcune best practice in Emilia Romagna e nelle Marche, attività che ha dato nuovo impulso ad analoghe attività imprenditoriali nel sud est barese, nuove collaborazioni e iniziative. In particolare si è costituita la prima rete di operatori turistici del sud est barese, dopo una serie di incontri mirati alla sottoscrizione di un protocollo di intesa al quale hanno aderito numerosi operatori del settore turistico/ricettivo e dei servizi.

Il Museo dell’emigrazione di Mola di Bari

Il Gal sud est barese ha investito molto sul progetto di cooperazione “Pugliesi nel mondo”, rispondendo così al bisogno che il territorio ha sempre manifestato nell’ambito della valorizzazione delle risorse locali anche all’estero. La particolare attenzione che il territorio rivolge a questi temi coinvolge anche il tema dell’emigrazione e le radici storiche di questo fenomeno che si è concretizzata nella realizzazione di un Museo dell’emigrazione realizzato all’interno del Castello Angioino di Mola di Bari. Il museo, allestito secondo criteri di nuova concezione, è stato dotato di un sistema di proiezione multimediale per consentire di fruire del patrimonio documentale in maniera interattiva e il più possibile funzionale alle attività didattiche.

Brevi cenni sull’Emigrazione nel Sud Est Barese

Il sud Italia storicamente è stato interessato dal fenomeno dell’Emigrazione e in particolare la provincia di Bari, oggi città Metropolitana e tutto il Sud-Est barese. Segmentando il fenomeno, si distingue un primo periodo, che va dal 1887 al 1890 e che vede emigrare migliaia di persone a causa delle pesanti ricadute della recente crisi economica in campo agricolo. Gran parte dei braccianti pugliesi, in particolare dell’entroterra trovarono impieghi nelle regioni del centro Italia, proseguendo sino al Nord-Est, per poi passare in Germania e in Francia. Alcuni continuarono alla volta dell’America, in Argentina o verso i Balcani, l’Egitto e l’Africa Settentrionale.

La seconda ondata avvenne dopo il 1900. L’instabilità sociale provocò emigrazioni operaie e contadine verso (Argentina, Brasile e Stati Uniti), l’Europa (Francia, Austria e Balcani) e il Nord Africa (dall’Algeria all’Egitto).

Nel periodo tra le due guerre mondiali, la chiusura degli sbocchi esteri spinse la popolazione alla mobilità interna, per esempio verso Roma oltre a quella infra-regionale, e preparò le successive partenze verso l’Europa continentale (in particolare Germania e Belgio), ma anche verso il triangolo industriale. Tali partenze si intrecciarono con flussi verso i capoluoghi di provincia e le aree industriali italiane, invece calarono rispetto alla grande emigrazione, ma non sparirono mai del tutto le partenze per l’America.

Il materiale raccolto:

  • Foto e filmati audio/video acquistati dall’Istituto Luce;
  • Filmati audio/video acquistati da Rai Teche;
  • Foto e documenti e interviste frutto di una ricerca “dal basso”, attraverso il dialogo, l’incontro e il confronto con i cittadini dei sei paesi appartenenti al Gal Sud Est Barese.
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