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GAL DAUNIA RURALE

Chi siamo
Il GAL Daunia Rurale nasce nel 2010, sotto forma di Società consortile a responsabilità limitata con lo scopo di realizzare, in sintonia con la strategia e gli obiettivi del PSR Puglia 2007-2013 e in coerenza e continuità con la strategia del programma Leader, oggi divenuto un Asse del medesimo PSR, un Piano di Sviluppo Locale che sappia cogliere e coinvolgere gli elementi che formano la ricchezza dell’area dell’Alto Tavoliere, realizzare attraverso percorsi di sviluppo che enfatizzino le specificità locali, la promozione e la diversificazione delle produzioni agricole.
Ripercorrendo le tappe della sua costituzione ritorniamo indietro al 2007, quando i Sindaci dei Comuni di Apricena, Chieuti, Lesina, Poggio Imperiale, San Paolo di Civitate, San Severo, Serracapriola, Torremaggiore ed i rappresentati delle Organizzazioni Professionali Agricole CIA, Coldiretti e Confagricoltura sottoscrivono un protocollo d’intesa con il quale assumono l’impegno di costituire un partenariato pubblico-privato e successivamente, nel 2008 intraprendono la prima attività di animazione verso gli attori locali, volta a condividere gli obiettivi di sviluppo rurale definiti nel PSR, in particolare quelli dell’Asse 4 Leader, ed a presentare la proposta di “Piano di Sviluppo Locale” per i territori dell’Alto Tavoliere.

La mission
Conoscere, valorizzare e promuovere. Questa è la mission del GAL Daunia Rurale, strumento strategico di sviluppo e innovazione del territorio dell’Alto Tavoliere.

Sono due gli obiettivi strategici, chiaramente descritti all’interno del PIANO DI SVILUPPO LOCALE (PSL):

  • valorizzazione delle risorse produttive locali e realizzazione dei relativi circuiti;
  • valorizzazione delle risorse naturali e culturali

Tali obiettivi si declinano in due pilastri d’azione:

  • diversificazione, innovazione e cooperazione del tessuto produttivo locale;
  • fruibilità del territorio.

Due pilastri complementari tra loro: in questo modo, per il territorio dell’Alto Tavoliere la rivalutazione delle risorse locali si unisce allo sviluppo sostenibile, attento ai bisogni sociali del territorio e allo sviluppo di un sistema di offerta locale integrata che unisca le potenzialità di una produzione tipica, con le peculiarità storico-culturali, paesaggistiche e imprenditoriali del territorio per rilanciare turismo, impresa, ruralità, enogastronomia, storia, cultura e tradizione. In una strategia, quindi, fortemente legata alle specificità del territorio che richiedono una concentrazione di risorse per la valorizzazione dei prodotti tipici in forte connessione sinergica con la valorizzazione delle risorse naturali, culturali, ambientali e storico-architettoniche, nonché con la creazione di nuove iniziative d’impresa finalizzata al superamento dei vincoli strutturali e dei gap imprenditoriali esistenti.

Il territorio
San Severo, Apricena, Chieuti, Lesina, Poggio Imperiale, Serracapriola, San Paolo di Civitate, Torremaggiore sono i Comuni dove lavoriamo per costruire un’identità territoriale, attraverso un processo di sviluppo dal basso (modello bottom-up), che integra la strategia del Piano di Sviluppo Locale con strumenti e attori istituzionali, sociali ed economici già presenti sul territorio.
A pochi territori è dato di raccogliere insieme importanti testimonianze storiche, panorami singolari e diversi fra di loro tanto da apparire lontani, un’economia che sebbene poggi solidamente sull’agricoltura, riceve importanti contributi anche dall’estrazione della pietra, dalla pesca, dal turismo, un’ampia gamma di prodotti tipici e manifestazioni che tengono vive le tradizioni religiose, culturali, enogastronomiche.

I prodotti
Gli otto comuni dell’Alto Tavoliere che rientrano nel GAL Daunia Rurale offrono un ventaglio ampissimo di paesaggi che va dalla collina di Castel Fiorentino, dove Federico di Svevia visse gli ultimi giorni, ai vigneti di San Severo; dagli uliveti di Torremaggiore, San Paolo di Civitate, Serracapriola, alle distese di ortaggi di Poggio Imperiale e Chieuti; dalle cave di Apricena, dove si estrae la pietra che un grande architetto come Renzo Piano ha usato per il santuario di San Pio a San Giovanni Rotondo, al lago di Lesina, ricco di anguille, fino alle spiagge di morbida sabbia da cui affiorano le rocce magmatiche delle ‘Pietre Nere’.
E’ normale, allora, che tante produzione tipiche di qualità di questo territorio abbiano ricevuto riconoscimenti comunitari con il marchio DOP, IGT, DOC.
I vini sono un punto di forza del GAL Daunia Rurale: dal Puglia Igt, bianco, rosso e rosato, prodotto anche frizzante e passito, al Daunia Igt, al San Severo Doc, il primo ad ottenere la denominazione di origine controllata in Puglia (1968).
E poi l’altra eccellenza del GAL: l’olio extravergine Dop ‘Dauno tipologia dell’Alto Tavoliere’, ottenuto per l’80% dalla varietà d’oliva ‘Peranzana’ con il suo profumo fruttato con note erbaceo-floreali e un sapore amaro e piccante.
Le produzioni tipiche sono strettamente connesse al folklore, alle tradizioni e alle feste popolari, molto vive e sentite nel territorio. La Festa di San Martino, con la sagra del vino novello a San Severo, la ‘corsa dei buoi’ a Chieuti, il corteo storico di Castel Fiorentino, il pellegrinaggio alla cappella della Madonna di Belmonte a San Paolo di Civitate. E poi le feste patronali, tra cui spicca la famosissima Festa della Madonna del Soccorso con le “batterie” (fuochi di artificio ad altezza di uomo con la massa di gente che insegue ed accompagna di corsa gli spari), con le confraternite religiose, le luminarie e le tavolate con torcinelli, scapece, salicornia, bottarga di cefalo, pampanella, e mirinello di Torremaggiore, liquore tipico, ottenuto dalla macerazione nell’alcool di piccole ciliegie selvatiche che crescono in rovi.
La cucina dell’Alto Tavoliere è fortemente legata alla realtà agricola del territorio, e i piatti tipici si basano su ricette povere, naturali, tramandate nei secoli. Il pane tipico di San Severo e la pasta fresca (orecchiette, lintorci, troccoli, cicatelli). E ancora il pancotto, la zuppetta, con l’origano, la menta, la rucola e il finocchietto selvatico, le melanzane e la salicornia, i lampascioni, le pizze, l’acquasale, le bruschette con i deliziosi pomodori locali. E poi la frutta, le confetture e i dolci della tradizione come nevole, scarole, cavicioni e poperati.
Si può ben dire allora che l’Alto Tavoliere è una cornucopia di cose buone: paesaggio, enogastronomia, ma non solo. L’eredità culturale dell’Alto Tavoliere abbraccia diversi stile e diverse epoche, basti pensare al barocco di chiese e palazzi di San Severo, allo splendido Teatro Verdi, ai raffinati concerti jazz dei “Suoni in cava” ad Apricena.

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CUP: I46J13000210009 - CIG: X151097FD5 -CODICE PROGETTO: I-L-IT-010-013-001 Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 Asse IV – Fondo FEASR– Misura 421 Progetto di cooperazione “Pugliesi nel Mondo- Progetto di cooperazione interterritoriale PUGLIESI NEL MONDO

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