Nicola Testi

1884 - Nicola Testi nasce a San Severo (Foggia) il 31 ottobre in via Ferrovia n. 496, dalla casalinga Maria Gaetana Cavaliere e dall’impiegato delle ferrovie Giovanni Testi (51 anni).

1904/1906 - Chiamato sotto le armi il 6 agosto presta servizio militare per due anni

1906 - Ottiene il nulla osta per emigrare in America. Giunto nel Nuovo Mondo, precisamente a Trenton, nel New Jersey, si sposa1 con Angelina e lavora come operaio-maccanico.

1915 - Torna in Italia per prendere parte alla Prima Guerra Mondiale e “lasciato a disposizione della Scuola Allievi Tornitori di Roma”1.

1918/1925 - Resta in Italia fino al 1925 anno in cui viene inviato in  congedo assoluto.

1925 - Torna in America, si dedica alla poesia e all’arte dello scrivere

1939 - Scrive il primo libro “Stonature” lodato dal Cordiferro, che però ne disapprova il titolo “Se Nicola Testi dice proprio sul serio che i suoi versi sono delle “Stonature”, non da alla sua opera l’importanza che merita”3 (“La Follia” 7 aprile 1940)

1954 - La casa editrice Gastaldi di Milano gli pubblica “Arpe, mandole e pifferi”.

1955 - Vince il “Lauro poetico” al Concorso Nazionale indetto da “La Nuova Italia Letteraria” con la raccolta “Poesie” scritte in vernacolo pugliese. Ma il Testi inedito resta forse il migliore, soprattutto dove adopera il dialetto della natia Capitanata e dove alcune sue poesie dialettali riportano espressioni “inglesi pugliesizzate”;in riferimento a questa lingua italoamericana, utilizzata dal “sottobosco” culturale, Durante afferma che Nicola Testi “cerca di plasmare [la lingua] entro una cornice dialettale che non gli è propria, o meglio non è propria di quella particolare lingua franca sedimentata nelle colonie a cavallo dei due secoli, secondo un modello transdialettale che nelle sonorità napoletane e siciliano-calabre trovava i suoi due principali poli d’attrazione”.7

1956 - Dà alle stampe “Chiaroscuri a penna”, sempre per i tipi Gastaldi, con la bella prefazione di Rodolfo Pucelli che mette in rilievo le note dominanti del Testi: l’umorismo, la satira, l’ironia. 4 Secondo il Fichera, “Nicola Testi è un poeta di matura sensibilità creativa, e modella con sicurezza il verso aulico e il dialettale, tratta con facile vena ogni argomento che gli offra lo spunto del verseggiare”. Il poeta Nicola Testi tratta anche argomenti più profondi, come nella raccolta “Arpe, mandole e pifferi”, dove, nella poesia “Il lamento del cocchiere” ricorda la sorella afflitta dalla cecità, mentre in quella intitolata “Miserere mei, Deus” invoca la possente figura di Dio in un atto di fede dello Spirito che aggredito dal maligno, non cede. Certo la nota comica del Testi prevale, “affonda talvolta il bisturi dell’ironia nel bubbone delle miserie sociali”,6 da ciò la preferenza ai “soggetti veristici” cui accenna il Pucelli.

1958 - Viene pubblicata postuma la traduzione che il Testi fa dell’Inferno di Dante in versi dialettali della sua nativa San Severo. J. Tusiani, a cui il Testi aveva chiesto la prefazione della sua opera, lo ricorda così: “Una persona che dopo aver speso le sue energie fisiche in una spietata fabbrica, era ansioso di tornare a casa con il solo scopo di dedicare le sue forze intellettive a un lavoro che non avrebbe avuto altro sbocco se non la realizzazione di un sogno: rendere la prima Cantica di Dante accessibile ai suoi lontani conterranei d’Italia”. Nicola Testi non vide mai pubblicata l’opera a cui dedicò la vita: morì durante la correzione della prima bozza; fu il figlio a portare a termine il sogno del padre.

NOTE:

1 1958. Filippo Fichera “Letteratura Italoamericana”;Editrice Convivio   Letterario Milano, pag 30.

2 Foglio Matricolare di Nicola Testi n. matricola 15461, dall’Archivio Di Stato di Foggia

3 1958. Filippo Fichera “Letteratura Italoamericana”;Editrice Convivio Letterario Milano, pag 31. “La Follia” aprile 1940 rivista letteraria nata alla fine dell’ottocento da Riccardo Cordiferro.

4 1958. Filippo Fichera “Letteratura Italoamericana”;Editrice Convivio Letterario Milano, pag 31.

5  ibidem

6  ibidem

7  2005. Francesco Durante “Italoamericana. Storia e letteratura degli italiani negli Stati Uniti 1880-1943.” pag 335.

8  1983. “The Making of Italian American Poet” in Remigio U.Pane (a cura di), Italian American in the Profession, Staten Island, NY, The American Italian Historical Association, pp. 9-44. Traduzione dall’inglese di Cosma Siani.

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