Joseph Tusiani

1924 - Joseph Tusiani nasce a San Marco in Lamis, nel Gargano, provincia di Foggia, da Maria Pisone e Michele. Sua madre è sarta, il padre ha una bottega di calzolaio in proprio, nella “Padula”, un quartiere povero come povera è l’economia rurale del borgo, che contava allora 20.000 anime.

1929/1934 - Frequenta le scuole elementari in paese.

1934 - Comincia il ginnasio nel seminario dei Missionari comboniani di Troia, per poi ultimarlo presso l’istituto comboniano di Brescia. L’estate, quando ritorna in vacanza, fa il chierichetto di Padre Pio, di cui rievocherà i momenti più toccanti della sua messa in estasi nel racconto “Ricordo di un chierichetto”. Destinato quindi a diventare missionario. Legge di nascosto Gabriele D’Annunzio e ne subisce una vera e propria infatuazione, tanto da firmarsi ancora negli anni di liceo Giuseppe Gabriele. Lo conosce grazie a don Giuseppe Fava, parroco di Gardone, e sul sagrato della chiesa, a pochi passi dal Vittoriale, gli legge una propria poesia. Frequenta l’anno di noviziato presso l’istituto comboniano di Vengono Superiore (Varese), ma per motivi di salute abbandona l’intenzione sacerdotale e ritorna a San Marco. L’educazione di Tusiani è fondamentalmente religiosa, inculcata dagli insegnamenti materni. Un ruolo notevole ha la figura, austera e forte, di nonna Lucia, i cui risparmi decideranno la sua carriera di studente. Avrebbe voluto diventare maestro, per ben due volte, a piedi, insieme a sua madre raggiunge San Giovanni Rotondo per consigliarsi col preside dell’istituto Magistrale. Tutte e due le volte non lo trova. Si iscrive così al Regio Liceo “M. Tondi” di San Severo. In quegli anni conosce il poeta Umberto Fraccacreta, che aveva appena pubblicato “Motivi Lirici” ed era poeta noto in Capitanata. Legge di tutto, ma anche scrive un romanzo che manda in triplice copia manoscritta ad un concorso a Roma per giovani scrittori. Il premio è di mille lire.

1943 - Si iscrive in Lettere a Napoli, che vede solo in occasione degli esami e per pagarsi viaggi e libri dà lezioni private di latino e greco. Erano anni di miseria. “Non avevo corrente in casa. Studiavo con un libro in una mano e una boccetta di petrolio nell’altra”. Quando lo si trovava al mercato nero. Nondimeno diventa poeta pubblicando a diciannove anni, sponsor padre Ciro Soccio, il poemetto in endecasillabi “Amedeo di Savoia”. A Napoli ebbe per professori insigni luminari: Giuseppe Toffanin per Letteratura Italiana, Salvatore Battaglia per Filologia Romanza, Francesco Araldi per Letteratura Latina, Amedeo Maiuri per Antichità Pompeiane, Roberto Almagià per Geografia, Cesare Foligno per Letteratura Inglese. Foligno, che aveva insegnato ad Oxford, gli sarà vicino nei suoi primi passi di poeta.

1946 - Escono le raccoltine “Flora o Primi fiori di poesia”, “Amore e morte o sogni delle quattro stagioni”. Pubblica “Petali sull’onda. Poesie”. Un anno dopo “Peccato e luce” introdotto da Cesare Foligno. Il ciclo della lirica italiana si conclude con “M’ascolti tu mia terra?Ode al Gargano”(1955), “Lo speco celeste”(1956), ”Odi sacre”(1957).

1947 - Tusiani si laurea l’undici luglio summa cum laude. Lo stesso anno parte con la madre per l’America, così la terribile esperienza dell’emigrazione entra nel suo mondo. Egli si considera un emigrante di lusso, lo ripete sempre a chi lo intervista, sottolineando la distanza che lo separa da quell’infinitesima moltitudine di emigranti che, dalla fine dell’Ottocento fino al secondo dopo guerra, lasciarono l’Italia. Emigrante di lusso, ma emigrante, perché la lacerazione, il dolore della perdita della terra natale è “eterno,/ ha una voce e non varia”. Nel canto “Song of the Bicentennial, Tusiani si interroga: “Two languages, two lands, perhaps two souls… /am I a man or two strange halves of one?” [Due lingue, due terre, forse due anime .../ sono un uomo o due strane metà d’uomo?].

Il destino di esule lo accompagnerà per tutta la vita.

Lo sbarco in America è drammatico. Maria Pisone riabbraccerà il marito dopo 24 anni, mentre il neo-laureato professore si ritrova di fronte ad uno sconosciuto che dovrà imparare a chiamare papà. Catapultato dall’arcaica montagna del Gargano all’America svettante di grattacieli, esprimerà questo disagio nelle molte lettere che invia agli amici. Lo aiuterà ad orientarsi nel mondo nuovo, lo scultore Onorio Ruotolo, di cui frequenta la scuola “Leonardo da Vinci Art School”. A partire dal 1948 insegna letteratura italiana al College of Mount Saint Vincent.

1951 - Esce il primo saggio in lingua Inglese: “Two critical essays on Emily Dickinson”, ma un anno prima aveva licenziato in italiano “La poesia amorosa di Emily Dickinson”. Seguiranno: “Poesia missionaria in Inghilterra e in America” (1953) e i saggi “Sonettisti americani” (1954).

1953 - Incontra Frances Winwar, ed è l’inizio di una intima amicizia, che sarà fondamentale per l’evoluzione intellettuale di Tusiani. Frances Winwar, allora nota scrittrice biografa, lo inciterà a staccarsi dalla cerchia di Ruotolo e dalla Piccola Italia, e ad impadronirsi della lingua inglese, e lo introdurrà in ambienti letterari di New York.

1955 - Inizia la produzione di poesia latina che lo accompagnerà per tutta la vita. Tusiani pubblica la prima raccoltina: “Melos cordis” [Canto del cuore], che suscitò “riserve per prosodia e metrica”. L’autore, che è coriaceo, non si arrese. Gli anni ottanta, infatti, segnano una svolta. Escono “Rosa Rosarum. Carmina Latina” (1984); “In esilio rerum. Carmina latina” (1985); “Confinia luci et umbrae. Carmina latina” (1989). Le ultime due raccolte sono curate da Dirk Sacré dell’Università di Lovanio. Seguiranno numerose altre raccolte. I temi del Tusiani latino sono gli stessi del poeta italiano, inglese e dialettale: la meditazione sul fluire del tempo, il pensiero della morte, la vicenda dell’emigrazione, il Gargano, le figure che hanno influenzato la sua infanzia.

1960 - Ha inizio la sua intensa attività di traduttore, definita da Felix Stefanile “a veritable one-man industry” [Una vera industria formata da un solo uomo]; infatti, la mole delle versioni poetiche di classici italiani in inglese, in quarant’anni, è impressionante. Per citare alcune traduzioni: “The complete poems of Michelangelo” (1960); “The poems of Machiavelli” (1963); “Torquato Tasso’s Jerusalem delivered” (1970); “Italian poets of Renaissance” (1971) “Dante’s lyrics poems” (1992 e 1999); “Morgante” di Luigi Pulci (1998); “Dante’s Divine Comedy as told for young people” (2001). La traduzione di Tusiani è del tutto particolare e personale, l’idea è di coniugare parola, musica e ritmo.

1971 - Lascia il College of Mount Saint Vincent, che gli conferisce la laurea in Lettere honoris causa. È “Professor of Romance Languages” al Herbert. H. Lehman College della City University of New York, dove insegnerà fino al 1983.

1972 - Durante l’anno accademico 1972-1973 tiene, al Lehman College, un corso su “Italo-American Contributions to U.S.A.”. È uno dei primi corsi universitari di studi italo-americani. In concomitanza con la rinascita degli studi sulle comunità immigrate, prende corpo il filone etnico della sua produzione poetica e prosastica. L’anno successivo, su proposta del Consolato Generale d’Italia a New York, ottiene il grado di Cavaliere dell’Ordine “al Merito della Repubblica Italiana”.

1980 - Vince il premio “Leonard Covello Educator’s Award”.

1983 - Si ritira dall’insegnamento. Il Lehman College gli conferisce il titolo di Professor emeritus e istituisce il “Joseph Tusiani Scholarship Found” per borse a studiosi italo-americani.

1988 - Dà alle stampe la sua autobiografia: “La parola difficile. Autobiografia di un italoamericano”, che abbraccia gli anni dal 1947 al 1980. Essa si inserisce nel filone della letteratura italo-americana, che ha i suoi numi tutelari in John Fante, Pietro Di Donato e Pascal D’Angelo. Opera composita, essa intreccia diversi generi letterari: il diario, il racconto memoriale, la cronaca, il documento, col fine di narrare la saga dell’emigrazione a diversi strati. Alla prima autobiografia Tusiani fa seguire altri due volumi: “La parola nuova” (1991) e “La parola antica” (1999).

1995 - Tiene il discorso di apertura al convegno “Preserving and promoting the Italian language and culture in the United States”. Gli viene assegnato il Premio Fermi 1995 da “The Enrico Fermi Cultural Center” di New York.

1996 - Esce il poemetto dialettale “La poceide”. D’ora in avanti scrive copiosamente in dialetto; i volumi si susseguono a ritmo di uno all’anno e vengono pubblicati a San Marco in Lamis da Antonio Motta, nelle sue edizioni dei “Quaderni del Sud”.

1999 - Il governatore dello Stato di New York gli conferisce il “Governor’s Award of Excellence”. La Regione Puglia gli conferisce il “Premio Puglia 1999”.

2004 - Il 4 maggio è ricevuto in Campidoglio da rappresentanti del Consiglio Comunale romano. Il 16 giugno, l’Università di Foggia gli conferisce la laurea honoris causa in Lettere e Filosofia. Il 25 giugno, a Bari, la Regione Puglia e il Consiglio Generale dei Pugliesi nel Mondo gli assegnano una targa e una medaglia d’oro. Il 7 luglio a Roma, nella cornice del Vittoriano, è fra le personalità a cui viene conferito il “Premio Italiani nel Mondo. IV Edizione” del Ministero per gli Italiani nel Mondo.

2006 - Esce l’opera omnia dialettale “Storie dal Gargano” edito dai “Quaderni del Sud”

2007 - Il 5 giugno viene premiato dalla Città di Firenze con l’ambito premio “Giglio d’Argento”, il riconoscimento è dato a coloro i quali si sono distinti nel campo delle arti, della cultura e delle professioni.

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